E' proprio necessario cambiare cognome dopo il matrimonio? La provocazione del Guardian

La provocazione del Guardian: gli uomini assumano il cognome della moglie, e non viceversa

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Nel ventunesimo secolo ha ancora senso che una donna al momento del matrimonio debba cambiare cognome, assumendo quella del marito? Se lo chiede una giornalista del Guardian, che giunge alla conclusione che non solo una donna sposata debba mantenere il proprio cognome originario, ma anzi propone che il marito, perché no, assuma quello della moglie.

Cambiare cognome non è cosa da poco, a pensarci bene: significa cambiare identità e cancellare una parte di sé, quella che esisteva prima di sposarsi, prestandosi a un sacrificio in nome dell'unione coniugale e della nuova famiglia. Per non parlare del fatto che, ai tempi di Google o di Facebook, chi volesse rintracciarvi dopo avervi conosciuto con un nome, non potrebbe trovarvi con quello nuovo. Per non parlare della trafila burocratica necessaria per il cambio di cognome nei documenti.
Assumere il cognome del marito fa parte di un retaggio di un passato purtroppo non molto lontano, quando l'uomo era il capofamiglia e le donne non possedevano una carta di credito, quando l'identità di una donna sposata si fondeva completamente con quella del marito e quest'ultimo poteva a suo piacimento disporre del corpo della moglie. Retaggio che viene rispecchiato anche dalla lingua: sia in inglese che in italiano lo status di una donna viene sottolineato dall'appellativo di "signora" o "signorina" (che per fortuna in italiano sta cadendo in disuso), mentre un uomo rimane sempre un "signore", che sia coniugato o meno.

Certo, molte donne che hanno cambiato cognome si giustificano con il fatto di preferire il nome del marito perché suona meglio. Ma allora, perché nessun marito assume mai il cognome della moglie, anche se quello originario è ridicolo o impronunciabile? E perché mai dare il nome del marito ai figli? Al massimo accade che i bambini assumano il doppio cognome, ma mai solo quello della madre.

La proposta del Guardian di far cambiare cognome al marito sembra al momento eccessiva: meglio che ciascuno dei coniugi mantenga il proprio cognome, insieme alla propria identità.

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