Sesso in gravidanza

La relazione dei partner prima e dopo il parto

Quando la gravidanza procede in maniera normale si possono tranquillamente avere rapporti sessuali senza temere per la salute del nascituro. Sono piuttosto aspetti fisici e psicologici da tenere in considerazione prima e dopo il parto.

Intervista alla Dott.ssa Maria M. Ferrari, medico chirurgo, Specialista in Ostetricia e Ginecologia.

RAPPORTI IN GRAVIDANZA

Si possono avere rapporti in gravidanza? Quali precauzioni vanno prese?
In una gravidanza normale non ci sono controindicazioni ad avere rapporti con il partner. Si tenga presente, però, che se uno dei due partner è portatore di qualche infezione è meglio sospendere i rapporti. Vaginiti o altre infezioni potrebbero influire negativamente, infatti, sul normale decorso della gravidanza. In ogni caso, e soprattutto se non si ha la certezza che entrambi i partner siano sani, è consigliabile l'utilizzo del preservativo durante i 9 mesi per scongiurare un'eventuale trasmissione di virus o infezioni da parte del padre. Anche se la gravidanza è patologica potrebbe essere necessario astenersi dai rapporti per evitare il rischio di aborto o di parto prematuro.

Ci sono pericoli per il nascituro?
In una gravidanza normale si possono tranquillamente avere rapporti senza temere per la salute del bambino. Diversa è la situazione in caso di gravidanza patologica: nei primi due trimestri i rapporti vanno evitati in caso di minaccia di aborto; nel terzo trimestre, inoltre, ci sono situazioni particolari (come, ad esempio, i casi di placenta previa) in cui è meglio evitare i rapporti o si rischia un parto prematuro.

Può esserci un calo del desiderio durante la gravidanza? Se sì, perché?
Il calo del desiderio in gravidanza è legato soprattutto a cause psicologiche. La mancanza di desiderio non è dovuta a cause ormonali o biologiche, ma dipende da diversi fattori che riguardano la gravidanza e il modo in cui la futura madre vive il cambiamento in corso: eventuali dubbi e incertezze, oltre alle preoccupazioni che quasi inevitabilmente si presentano alla mente della donna; il fatto che il concepimento sia stato desiderato o accidentale; quanto si è desiderato avere un figlio e quanto è stato complicato concepirlo. Se, inoltre, la coppia ha avuto problemi di infertilità ed è dovuta ricorrere alla procreazione assistita, il rapporto può essere visto come una minaccia per il bambino e quindi evitato.

Il calo del desiderio può riguardare anche il padre?
In misura minore, ma anche i futuri padri a volte possono essere condizionati psicologicamente dalla gravidanza fino ad avere un calo di desiderio. Di solito, questo accade principalmente per due motivi: il primo è che trovano la partner meno attraente; il secondo è che, anch'essi, temono che i rapporti possano essere dannosi per il nascituro.

Qualche consiglio riguardo al sesso in gravidanza?
I rapporti in gravidanza richiedono, innanzitutto, una certa dose di buon senso. Il partner deve rispettare le esigenze sia fisiche che psicologiche della futura mamma, armandosi di pazienza e di delicatezza (sono sconsigliabili, infatti, rapporti troppo irruenti).

RAPPORTI POST PARTO

Quanto tempo è consigliabile aspettare dopo il parto prima di avere rapporti?
Da un punto di vista strettamente fisico, è consigliabile lasciare passare almeno 30-40 giorni dopo il parto prima di riprendere l'attività sessuale con il partner. Di solito, trascorso questo periodo, la donna viene visitata dal ginecologo che l'ha seguita e se dalla visita non emergono controindicazioni, sarà lui a dare l'OK per la ripresa dell'intimità di coppia.

Tutt'altra cosa è l'aspetto psicologico: la donna è ora diventata mamma, deve affrontare una realtà tutta nuova e tanti cambiamenti che possono anche spaventare. In più, subito dopo il parto c'è un calo improvviso di estrogeni che porta come conseguenza una sensazione diffusa di stanchezza fisica e di malinconia, che in molte donne si trasforma in vera e propria depressione (depressione post parto). Prima di riprendere i rapporti con il partner, perciò, la neomamma deve innanzitutto ristabilire un equilibrio interiore con sé stessa, accettando la nuova situazione.

Quali sono le cause che possono provocare dolore durante i rapporti dopo il parto?
Lo stesso calo di ormoni che può causare la depressione post parto, rende più fragile la mucosa vaginale e di conseguenza i rapporti possono causare bruciore e piccole lacerazioni. Prima di riprendere i rapporti, perciò, bisogna aspettare che questa situazione transitoria si risolva. Inoltre, se durante il parto ci sono state delle lacerazioni o è stata effettuata un'episiotomia bisogna attendere che questi dolori chirurgici guariscano.

La contraccezione è necessaria immediatamente dopo il parto? Che tipo di contraccettivi si possono usare durante l'allattamento?
Subito dopo il parto, l'elevata presenza di prolattina nel sangue riduce l'attività ovarica della puerpera, ma il ciclo potrebbe ricomparire già a distanza di 2-3 mesi dal parto e perciò anche un'ovulazione precedente. Perciò, per scongiurare una nuova gravidanza troppo ravvicinata alla precedente, è necessario prendere delle precauzioni di tipo contraccettivo. In allattamento non è possibile assumere contraccettivi estroprogestinici (la classica pillola) poiché gli estrogeni che contengono possono influire sulla produzione del latte. Esistono però dei contraccettivi orali a base di solo progesterone che possono essere assunti per tutta la durata dell'allattamento. E' consigliabile anche l'utilizzo del preservativo.

Consigli riguardo ai rapporti post parto?
Dopo il parto la donna deve essere aiutata a capire che i cambiamenti che sta attraversando sono del tutto normali. Quindi è consigliabile parlare con il ginecologo o con l'ostetrica di qualsiasi dubbio o preoccupazione e soprattutto bisogna dialogare con il marito, che dovrà essere paziente e attendere che la sua partner si senta pronta per riprendere i rapporti e l'intimità di coppia. Se la situazione non fosse risolvibile così semplicemente e si dimostrasse patologica, presso molte strutture ospedaliere è possibile consultare psicologi e psichiatri esperti in materia.

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